Leonardo, pittore, perde la fidanzata Anastasia in un incidente il giorno del suo compleanno. Il dolore lo inghiotte alimentato da notifiche insistenti dell’algoritmo...
«A mano libera» è stata una specie di scalata. Nei primi giorni di aprile 2026, su Instagram, mi imbatto in un bando di concorso: la MUSICBED CHALLENGE 2026. Una sfida per filmmaker, della durata di trenta giorni, molto stimolante: uno dei requisiti principali vieta l’uso dell’intelligenza artificiale — cosa che apprezzo moltissimo. Perdo qualche giorno a valutare se investire energie, tempo e risorse in questa follia; parlo con amici e colleghi, poi mi decido: mi iscrivo. Arrivare a una sceneggiatura
più o meno credibile non è stato così faticoso, ma una volta «stampata» la versione 1 del film è stato indispensabile partire con il casting. Grazie alla fitta rete di contatti di Gabriele Scarpelli riesco a ottenere la piena disponibilità di Matteo Ghisleri, appassionato di cinema, regista emergente, ricco di energia e totalmente focalizzato sul progetto. Dopo un paio di giorni a girovagare su Instagram mi imbatto nel profilo di Giulia Prisco, un’artista torinese molto competente. Le scrivo presentandole il
progetto; pochi messaggi e, incredibilmente, Giulia si dichiara totalmente disponibile. Attori trovati. Da qui in poi l’apocalisse: il tempo stringe — quattordici giorni alla consegna, dodici al mio matrimonio. Grazie a un paranormale allineamento di pianeti riesco a trovare accordi con uno dei locali più eleganti del Pinerolese, Terrae Miscellanea; poi, con il supporto di Schilly, anche il seminterrato del Bar Moon di Luserna San Giovanni diventa una delle nostre location. Nel film è prevista una scena
in cui gli attori giocano con un carrello del supermercato. Mi presento al Penny Market di Pinerolo speranzoso di trovare un accordo con il direttore del punto vendita, il quale però mi comunica con chiarezza che, senza l’approvazione della sede centrale, non può in alcun modo concedermi il permesso. Sconfortato, rientro a casa e provo, senza alcuna aspettativa, a scrivere a Penny Italia. Due giorni dopo Penny Italia mi invia via e-mail il permesso per effettuare le riprese al punto vendita di Pinerolo, augurandomi
il meglio per il progetto. Stupendo. I giorni successivi sono un’immersione totale tra shooting list, planning e stime della durata delle riprese per location. Giriamo lo short film in due giorni: domenica 12 e domenica 19 aprile (quattordici ore a sessione). Inizio il montaggio definitivo alle 10:30 del 25 aprile per ultimare il film e caricarlo alle 5:20 del mattino del 26 aprile. Pazzia. Vi risparmio le peripezie dietro al quadro (grazie infinite a Giulia Ippolito per questo), il cortocircuito dell’impianto
di casa mentre cercavo di far sfarfallare una lampadina, i test con il green screen per rendere credibile l’incidente… Grazie infinite a tutti i coinvolti. Musicbed ci ha scartati, ma portare a termine questa corsa è stata un’esperienza immensa, utile e indimenticabile.
«A mano libera» è stata una specie di scalata. Nei primi giorni di aprile 2026, su Instagram, mi imbatto in un bando di concorso: la MUSICBED CHALLENGE 2026. Una sfida per filmmaker, della durata di trenta giorni, molto stimolante: uno dei requisiti principali vieta l’uso dell’intelligenza artificiale — cosa che apprezzo moltissimo. Perdo qualche giorno a valutare se investire energie, tempo e risorse in questa follia; parlo con amici e colleghi, poi mi decido: mi iscrivo. Arrivare a una sceneggiatura più o meno credibile non è stato così faticoso, ma una volta «stampata» la versione 1 del film è stato indispensabile partire con il casting. Grazie alla fitta rete di contatti di Gabriele Scarpelli riesco a ottenere la piena disponibilità di Matteo Ghisleri, appassionato di cinema, regista emergente, ricco di energia e totalmente focalizzato sul progetto. Dopo un paio di giorni a girovagare su Instagram mi imbatto nel profilo di Giulia Prisco, un’artista torinese molto competente. Le scrivo presentandole il progetto; pochi messaggi e, incredibilmente, Giulia si dichiara totalmente disponibile. Attori trovati. Da qui in poi l’apocalisse: il tempo stringe — quattordici giorni alla consegna, dodici al mio matrimonio. Grazie a un paranormale allineamento di pianeti riesco a trovare accordi con uno dei locali più eleganti del Pinerolese, Terrae Miscellanea; poi, con il supporto di Schilly, anche il seminterrato del Bar Moon di Luserna San Giovanni diventa una delle nostre location. Nel film è prevista una scena in cui gli attori giocano con un carrello del supermercato. Mi presento al Penny Market di Pinerolo speranzoso di trovare un accordo con il direttore del punto vendita, il quale però mi comunica con chiarezza che, senza l’approvazione della sede centrale, non può in alcun modo concedermi il permesso. Sconfortato, rientro a casa e provo, senza alcuna aspettativa, a scrivere a Penny Italia. Due giorni dopo Penny Italia mi invia via e-mail il permesso per effettuare le riprese al punto vendita di Pinerolo, augurandomi il meglio per il progetto. Stupendo. I giorni successivi sono un’immersione totale tra shooting list, planning e stime della durata delle riprese per location. Giriamo lo short film in due giorni: domenica 12 e domenica 19 aprile (quattordici ore a sessione). Inizio il montaggio definitivo alle 10:30 del 25 aprile per ultimare il film e caricarlo alle 5:20 del mattino del 26 aprile. Pazzia. Vi risparmio le peripezie dietro al quadro (grazie infinite a Giulia Ippolito per questo), il cortocircuito dell’impianto di casa mentre cercavo di far sfarfallare una lampadina, i test con il green screen per rendere credibile l’incidente… Grazie infinite a tutti i coinvolti. Musicbed ci ha scartati, ma portare a termine questa corsa è stata un’esperienza immensa, utile e indimenticabile.
Leo
Matteo Ghisleri
Ana
Giulia Prisco